Festa del falò

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L'evento si terrà a Rocca San Casciano (FC) il 4 Aprile 2009

La “Festa del Falò” di Rocca San Casciano è qualcosa di più che una semplice ’sagra’. In ballo c’è il prestigio, il fascino di una storia che getta radice profonde nell’antichità.

L'origine di questa festa si perde nel tempo; c’è chi la fa risalire ai riti pagani, in modo particolare celtici. Si narra che fin dal secolo XII venivano accesi falò lungo le rive del fiume Montone, a seguito delle inondazioni frequenti in quell'epoca, per placare le acque.

Dal 1700 nei cortili di ogni contrada veniva acceso un falò ed attorno ad esso si mangiava, si beveva e si danzava fino all`alba. Oggi invece, i falò sono soltanto due in rappresentanza dei principali rioni del paese: Borgo e Mercato. All`accensione dei pagliai fanno seguito lo spettacolo pirotecnico e la sfilata dei carri allegorici. Fanno da cornice alla festa bancarelle che vendono prodotti gastronomici.

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Evento Festa del Falò
Date 4 Aprile 2009
Comune Rocca San Casciano
Regione stemma-emilia-romagna.png Emilia-Romagna
Provincia stemma-forli-cesena.png Forlì-Cesena
Coordinate 44°4′0″N 11°51′0″E
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La ” sfilata “, rituale altrove carnevalesco, si è aggiunta alla festa dei falò in anni relativamente recenti, verso il ‘70, ideata e messa in opera da gruppi giovanili che trovarono il concorso e l’approvazione di altre classi di età.
Il lavoro di preparazione dei carri, che nei giorni successivi alla dimostrazione vengono venduti (generalmente in Toscana) per essere riutilizzati in manifestazioni similari, è del tutto volontario e gratuito ed ha enormemente dilatato sia l’impegno che il tempo necessari per l’allestimento della festa. Tutto si svolge in segreto: “nessuno sa niente”, “nessuno immagina” che cosa dall’altra parte si vada architettando. Per almeno due mesi ai carri sono dedicate le ore libere e quelle del riposo notturno, le migliori energie, la propria creatività.

La raccolta degli spini, che, come sappiamo, in passato iniziava subito dopo il Natale ed assorbiva la maggior parte degli sforzi dei contendenti, rappresenta attualmente solo la fase finale di quella che, a tutti gli effetti, è l’organizzazione di uno spettacolo complesso.
La raccolta si svolge con l’ausilio di camion, è effettuata dai ragazzi, coordinata dagli adulti; si preferiscono le ginestre, “perchè bruciano meglio ” non più, d’altronde, preziose, nè per i contadini, nè per i bachi da seta. Gli anziani aiutano a predisporre i pagliai sulla riva del fiume, l’uno specularmente all’altro. La formazione dei pagliai, ultimata la vigilia di festa, viene iniziata almeno una settimana prima. Sono rispettati attualmente criteri precisi per quello che riguarda la circonferenza e l’altezza delle cataste, per motivi di sicurezza: 6 m. di circonferenza (che diventano comunque almeno 7), 8 m. di altezza massima. E’ forse superfluo osservare che, giacchè le fiamme partono dal basso, la prima misura è quella più importante.

I fuochi sono rappresentati da due rioni, Borgo e Mercato. L’accensione dei due falò è preannunciata dal suono delle campane, verso le otto di sera; gli incaricati dai rioni - i “tedofori” - si recano nella Parrocchiale di Santa Maria per la benedizione delle fiaccole che, di corsa, vengono portate nel greto del fiume; l’accensione dei falò avviene contemporaneamente. I fuochi pirotecnici vengono fatti scoppiare quando, alla base dei grandi pagliai, le fiamme si levano già alte. Escono quindi i carri dei due rioni, sfilano in piazza per circa mezz’ora accompagnati dalla musica, ” allegra, per dare allegria”; la sfilata viene ripetuta nel pomeriggio successivo, con la medesima durata. Le ” maschere “, sui carri, non seguono uno schema prestabilito: ognuno è libero di creare, di inventare al momento la sua parte.

La “Pro Loco” sovrintende allo svolgimento della festa, cura la parte relativa ai permessi, le tasse, le assicurazioni, divide i proventi con i comitati dei rioni. La cerimonia, da quando la festività di San Giuseppe è stata soppressa, si svolge l’ultimo sabato del mese di marzo; i carri sfilano sia il sabato sera che nel pomeriggio di domenica.
Poco prima dell’inizio vengono chiusi gli accessi ai luoghi della festa; in piazza si allestiscono stands gastronomici, generalmente gestiti da “forestieri”, che offrono un assaggio dei cibi e delle bevande della zona: tortelli alla lastra, piadina con salumi, salsicce, Sangiovese, Albana, Trebbiano.

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.Festadelfalo.it

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